Frutti antichi e biodiversità recuperata

Pero Zingaro  (Pera Arruzzunuta)  Pyrus communis L.

L’albero è di elevato sviluppo e portamento espanso, molto produttivo e rustico alle più comuni avversità crittogamiche e climatiche. Fiorisce circa dieci giorni dopo le altre varietà. I frutti pronti per la raccolta, hanno polpa bianca, dura, asciutta, granulosa quasi immangiabili, ma dopo la cottura diventano assai morbidi e gradevoli.

In passato erano commercializzati localmente e nei mercati molisani e pugliesi.  Le pere si consumano soprattutto lessate o arrostite perché sprigionano il meglio delle loro caratteristiche organolettiche che non hanno eguali in altre pere.

La pezzatura è assai ridotta e di forma sferoidale, un pò appiattita, con picciolo lungo e robusto e buccia spessa, ruvida, rugginosa o bronzea cosparsa di numerose e vistose lenticelle (dal colore ha origine il nome dialettale locale “Pera Arruzzunuta”).

Vecchia varietà locale, di probabile discendenza della varietà di origine italiana Volpina, differenziandosi e adattandosi nel corso dei secoli in loco, ha acquisito caratteri propri.

(Bibliografia citata “ISPRA – Frutti dimenticati e biodiversità recuperata).