Oasi di Protezione Lago di Campolattaro

L’Oasi di Protezione Lago di Campolattaro, la cui gestione è stata affidata, nel 2003, al WWF Italia, con cui Alisea Alto Tammaro ha collaborato fin da subito, è costituita da un bacino artificiale lungo il fiume Tammaro, in provincia di Benevento, ed ha una estensione di circa 2300 ettari; tutta l’intera superficie è stata riconosciuta ZPS (Zona a Protezione Speciale) e parte di essa area SIC (Sito d’Importanza Comunitario).

Oasi di Protezione Lago di Campolattaro

L’area protetta comprende una grande varietà di habitat che sono caratterizzati da una elevata biodiversità: lungo le rive interessanti boschetti di specie igrofile come Salici, Ontani e Pioppi e formazioni di Tife, Giunchi e Canneti; le colline sui due versanti sono tappezzate di boschi di Cerro e Roverella con buona presenza di Frassino meridionale, Orniello, Corniolo, Sorbo domestico, Carpino, Sambuco nero e qualche Maggiociondolo e il raro Ciavardello; nel sottobosco e nelle radure si intrecciano Biancospino, Prugnoli, Ligustro, Fusaggine, Sanguinella, Rovo e Rose selvatiche; tra gli affioramenti rocciosi e sui costoni più inospitali predominano il Pero a foglie di mandorlo e la Ginestra comune, mentre sulle irte pareti rocciose resiste il Leccio e la Fillirea e nei prati aridi, negli incolti, nei cespuglieti e nei boschi fioriscono circa 35 specie di Orchidee selvatiche; tra esse l’ammaliante Ofride maggiore che con il suo fiore imita le sembianze di un bombo femmina per attirare il maschio che, posandovisi sopra per un inutile tentativo di accoppiamento impollina il fiore.

Ophrys tenthredinifera

Di straordinaria bellezza sono anche le fioriture di Anemoni, Crochi, Primule, Pervinche, Viole, Iris, Ciclamini, Cardi, Nigelle, Malve, Ranuncoli, Pratoline e dei candidi Bucaneve.

Lo specchio lacustre è la parte dell’Oasi che attira non solo l’attenzione dei visitatori ma anche quella di molti uccelli;

Nitticora (Nycticorax nycticorax)

sono 174 le specie osservate, censite come nidificanti, svernanti o di passo regolare (migratrici), ed è una lista destinata a crescere visto che il lago è di recente formazione e che ambienti così ricchi di biodiversità in Italia sono sempre più rari.

Decine le specie di uccelli  di elevato valore conservazionistico, cioè rare, minacciate o incluse in liste rosse e in Direttiva “Uccelli”, che trovano nell’Oasi Lago di Campolattaro le condizioni propizie per nidificare, svernare o solo riposarsi durante le lunghe migrazioni: la Moretta tabaccata, che in Italia si riproduce con poche centinaia di coppie; l’Airone rosso, il Tarabuso, il Cavaliere d’Italia, il Mignattaio, la Moretta, la Sgarza ciuffetto, il Tarabusino, la Marzaiola, il Nibbio bruno, l’Albanella minore, il Falco di palude, il Porciglione, la Beccaccia, il Piro piro piccolo, il Barbagianni, il Gufo comune, l’Averla capirossa. Sui due versanti dell’invaso sono facili da osservare Poiane, Gheppi, Picchi. Averle, Rigogoli, Cuculi, Upupe e Gruccioni (simbolo dell’Oasi); Corvidi, Fringillidi, Turdidi e Silvidi, specie comuni e tutte nidificanti; lungo le rive ghiaiose del lago si alimentano e vivono gli Aironi (presenti nell’Oasi con sei specie nidificanti); la garzaia (con questo termine si indicano le località nelle quali molte specie di aironi si radunano per nidificare in decine, centinaia di coppie) è considerata una delle più importanti del centro-sud Italia;

Aironi cenerini (Ardea cinerea) – dialetto locale “Perdi jurnat”

e poi si possono osservare anche alcune specie di limicoli: tra questi il Cavaliere d’Italia, elegante ed inconfondibile con zampe rosse e livrea bianca e nera, e poi il Piro-piro, il Beccaccino, la Pavoncella, la Pettegola, l’Avocetta e il Corriere; in acqua si intrecciano le scie lasciate da Anatre, Svassi e Rallidi; durante i passi migratori di primavera e autunno, è affascinante assistere al passaggio, con brevi soste, di Gru, Cicogne e Fenicotteri. Inoltre, il lago è uno dei principali siti di svernamento del Cormorano, abile pescatore che cattura le sue prede immergendosi nelle acque più profonde; dal 2007 è rimasto nell’Oasi anche per nidificare ed è un evento straordinario considerato che è il sito di riproduzione più importante del centro-sud Italia (pubblicazione ISPRA in collaborazione con vari paesi europei). L’Oasi è un importante sito di nidificazione anche dello Svasso maggiore e del Tuffetto, suo piccolo parente; però i primi pulcini che si possono osservare in primavera sono quelli nerastri e paffuti della Folaga e della Gallinella d’acqua. Il Germano reale è l’unica anatra che nidifica nell’Oasi, anche se nel 2007 è stata osservata una femmina di Alzavola con al seguito i suoi piccoli sette anatroccoli.

Alzavola (Anas crecca) femmina

L’autunno vede l’arrivo di altre specie di anatre che sono alla ricerca di ambienti tranquilli e ricchi di cibo per poter trascorrervi l’inverno. Alcune, come il Fischione, il Codone, la Canapiglia e il Mestolone si alimentano sul terreno o filtrando la fanghiglia capovolgendosi con la testa sott’acqua e le zampe palmate all’insù: per questo motivo sono dette anatre di superficie; anatre tuffatrici sono quelle che, come il Moriglione, la Moretta,  e la rara Moretta tabaccata, sono in grado di immergersi anche per qualche metro per trovare cibo. Anche alcuni rapaci come il Falco di palude e l’Albanella reale svernano nell’Oasi: sorvolano  i canneti e le rive a caccia di piccoli uccelli acquatici.

Falco di palude (Circus aeruginosus)

Ma  si possono osservare  altre specie di rapaci: il volo rapido e furtivo del Pellegrino, dello Sparviere, del Lodolaio e dello Smeriglio; il volo lento ed elegante del Nibbio reale e del Pecchiaiolo; il volo possente dell’Astore, del Biancone e del Falco pescatore; sostano nell’Oasi durante i passi migratori, qualche specie si trattiene per svernare, altre per nidificare. Sugli altissimi Cerri, nella parte più remota del bosco, nidifica il Nibbio bruno: la coppia arriva all’inizio di primavera, e dopo qualche giorno di acrobazie aeree che precedono l’accoppiamento, costruisce il suo grande nido. Il Nibbio bruno è un uccello necrofago, si nutre cioè di carogne; esso assolve quindi ad una importante funzione ecologica: la rimozione di cadaveri di animali.

Anche i mammiferi e i rettili sono molto comuni nell’Oasi: durante la notte i sentieri frequentati di giorno dai visitatori diventano arterie di transito di Volpi, Tassi, Cinghiali, Faine, Donnole, Puzzole, Ricci e varie specie di Pipistrelli sorvolano questi percorsi a caccia di insetti; anche il Moscardino, il Ghiro, il Topo selvatico e il Quercino lasciano la tana alla ricerca di frutti commestibili ed insetti.

Volpe (Vulpes vulpes)

Lungo le rive è facile osservare la Biscia dal collare mentre tende l’agguato a rane e piccoli pesci, mentre nelle radure e nei boschi vivono il Ramarro, la Lucertola campestre, il Biacco, il Saettone, la Biscia tassellata, la Vipera e il Cervone, il più grande serpente italiano, che può raggiungere due metri e mezzo di lunghezza.

Saettone (Elaphe longissima)

Nei pascoli e negli incolti, tra fine inverno e inizio primavera, quando restano allagati, si creano le condizioni ideali per la riproduzione di Rane, Rospi, Raganelle, Tritoni e moltissime specie di insetti tra cui le coloratissime Libellule. E in primavera, nei prati ammantati di spettacolari fioriture, leggiadre Farfalle veleggiano con le ali di seta, maestre di eleganza e di poesia.

Colias crocea

 

Info: Associazione Alisea Alto Tammaro, Campolattaro (Bn)

Referente progetto: Vincenzo Mancini  339 3860810

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